Perché il freddo fa ammalare?

Raffreddore, mal di gola, tosse, febbre, spossatezza: puntualmente, con l’arrivo della stagione fredda, torniamo a dover fare i conti con questi malanni.

Perché ci ammaliamo di più con il freddo?

Vari studi hanno cercato la correlazione tra la diffusione delle infezioni e gli elementi presenti in inverno, ovvero il freddo, l’umidità e le piogge, ed effettivamente il freddo sembra essere il principale fattore coinvolto nell’aumentata incidenza di malattie invernali.

Il nesso, è però indiretto! Si deve partire, infatti, dal presupposto provato scientificamente che, al contrario, i microrganismi con il freddo si riproducono meno (non è la stessa cosa però per i virus, dove la variabile temperatura è indifferente).

Il freddo, almeno indirettamente però, ci porta a stare più al chiuso, a spendere più tempo vicino ad altre persone. Questo crea una nicchia perfetta non solo per il proliferare dei microrganismi, ma anche per la loro trasmissione attraverso il contatto o con le goccioline di saliva come accade con i virus del raffreddore o dell’influenza.

Il freddo, in pratica, aumenta le occasioni di condivisione di virus e batteri.

Inoltre il freddo abbassa la temperatura della cavità nasale, inibisce la motilità delle ciglia che trasportano il muco e di conseguenza si riduce la capacità di difesa immunitaria della mucosa nasale.

Come funzionano le difese immunitarie dell’organismo?

La “clearance mucociliare” è un meccanismo di difesa dell’apparato respiratorio: la mucosa respiratoria, nasale e tracheobronchiale, fino ai bronchioli respiratori, è costituita da epitelio costituito da cellule ciliate che hanno la funzione di espellere e trasportare all’esterno le polveri inspirate con l’aria e minuscoli corpi estranei, compresi virus e batteri, penetrati nelle vie aeree; ebbene, il freddo paralizza il movimento di queste “ciglia” e di conseguenza il muco ristagna con tutta la sua carica virale o batterica.

A minacciare il nostro stato di salute, si aggiunge a questo anche l’indebolimento delle nostre difese immunitarie per effetto degli sbalzi termici e del riscaldamento artificiale.

L’aria secca degli ambienti riscaldati inaridisce le mucose, compromettendo la loro capacità di produrre muco, e asciuga lo strato di muco che riveste normalmente le nostre vie respiratorie e il passaggio da ambienti riscaldati al freddo esterno inoltre (il tipico colpo di freddo) può far diminuire ulteriormente l’efficienza delle mucose.

Il freddo, inoltre indebolisce naso e gola: per contrastare il gelo, il nostro organismo innesca una restrizione dei vasi sanguigni, in modo da trattenere una maggiore quantità di calore.

In questo modo, però, i distretti periferici, tra cui le alte vie respiratorie, ricevono una minor quantità di sangue e di cellule di difesa, restando meno protetti in caso di attacco di virus e batteri

Non dimentichiamoci che oltre ad avere quindi un naso più fragile, siamo più esposti anche in virtù di un’alimentazione meno virtuosa, meno ricca di frutta e verdura.

ll risultato è che ci priviamo di vitamine e sali minerali che sono fondamentali per migliorare l’efficienza del naturale sistema di difesa.

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