Medicina Tradizionale Cinese: Integrazione o scontro?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) inserirà nel capitolo 26 dell’11/ma edizione della Classificazione Internazionale delle Malattie e dei problemi di salute (ICD), i concetti fondanti la medicina tradizionale cinese. Questo documento, aggiornato periodicamente, ha lo scopo di classificare patologie e problemi correlati, al fine di ottenere delle linee guida comuni per tutti gli stati aderenti. Esso trova applicazione in vari ambiti: influenza i medici nelle diagnosi, permette alle assicurazioni di determinare le coperture e si propone come standard di classificazione per gli studi statistici ed epidemiologici. E’ da considerarsi un evento storico poiché è la prima volta nella storia che l’ICD includerà dettagli sulle medicine tradizionali. 

Ovviamente ciò ha suscitato lo scetticismo di molti medici e scienziati di formazione occidentale, che considerano come non scientifiche, non supportate da studi clinici e talvolta pericolose, le pratiche della medicina tradizionale cinese; ogni anno infatti l’agenzia del farmaco cinese riceve più di 230.000 segnalazioni per manifestazione di effetti avversi alle terapie. 

Negli ultimi anni si è tuttavia evidenziato, anche grazie alla determinazione e fede nel progetto del Primo Ministro cinese Xi Jinping, un notevole aumento del turismo medico in Cina, con un incremento tra il 2016 e il 2017 del 52% delle esportazioni, nei paesi della Nuova via della seta, di medicinali e prodotti correlati, derivanti dalla medicina tradizionale cinese. Ciò ha indotto il governo a spingere verso la convalida del maggior numero possibile di rimedi e terapie, al fine di standardizzarle e renderle sicure, e a pianificare l’apertura, entro il 2020, di un totale di 30 centri di medicina tradizionale cinese nei paesi aderenti alla Nuova via della seta, come già avvenuto in Emirati Arabi, Malesia, Ungheria e Spagna. Durante la presidenza, dal 2006 al 2017, di Margaret Chan all’OMS, si è assistito infatti ad una consistente apertura nei confronti delle medicine tradizionali, in particolare quella cinese, tanto da definire, nel 2014, un piano di integrazione decennale che mira ad offrire una copertura sanitaria universale. 

L’OMS intervistata dalla rivista Nature (Link articolo) ha dichiarato che la sua strategia prevede di “fornire una guida per gli stati membri per la regolazione e l’integrazione di prodotti sicuri e di qualità garantita, e di integrare la medicina tradizionale cinese nei sistemi sanitari, ove opportuno” –  prosegue – “lo scorso anno è stato  stilato un elenco di patologie, tra cui rinite allergica, dolore, depressione, che hanno manifestato miglioramenti al trattamento con l’agopuntura, uno degli strumenti più utilizzati dalla medicina tradizionale cinese”. “…Ciò non significa che per patologie gravi possa essere utilizzata al posto dei farmaci convenzionali, ma può aiutare a diminuirne il dosaggio o a ridurne gli effetti collaterali” – “…non dobbiamo chiudere a priori delle porte, ma approfondire la conoscenza”. “…Del resto quando parliamo di Dottori in medicina tradizionale cinese, non parliamo di chi ha fatto corsi di formazione di due anni, ma di medici che hanno studiato dieci anni all’università”. 

Noi, in quanto farmacisti italiani, non caldeggiamo certamente l’impiego di questa forma di medicina alternativa, ma invitiamo ad approcciare con mente aperta e atteggiamento critico questo mondo millenario, che siamo certi potrà donarci spunti interessanti. 

Ma quali sono i principi della Medicina Tradizionale Cinese e come si differenzia dalla nostra cultura medica?

La prima testimonianza scritta della medicina tradizionale cinese risale al XXI secolo a.C. e, da allora ad oggi, questo stile di medicina tradizionale, ha subito rielaborazioni e aggiornamenti che le hanno permesso di affiancare la medicina moderna negli ospedali e nelle università del paese del Sol levante. Essa si differenzia dalla medicina “occidentale” in virtù di un approccio olistico che correla le malattie e le disfunzioni fisiche, ad aspetti psichici e spirituali del paziente. Si compone di svariate forme di massaggio (tui na o an mo), esercizio (gigong), agopuntura, fitoterapia e terapia dietetica, a cui si sono aggiunti, in era moderna, nuovi approcci, come il laser o la stimolazione elettrica, e nuove integrazioni con terapie alternative quali yoga, omeopatia, fiori di Bach, shiatsu, ecc. 

La Filosofia – Il Taoismo

La medicina tradizionale cinese si fonda sulla filosofia Taoista secondo cui tutto in natura possiede un Taouna coppia di forze complementariYin e Yang, notoriamente rappresentate da una sfera divisa in due aree, una nera e una bianca; esse rappresentano rispettivamente l’aspetto femminile (negativo, ricettivo, interno, freddo e oscuro) e l’esatto opposto, ovvero l’aspetto maschile (positivo, creativo, esterno e caldo). Questa polarità rende possibile il mutamento e la trasformazione tra gli opposti (giorno/notte, estate/inverno, etc), e sottintende la presenza di un’energia dinamica che scorre da un polo all’altro attraverso linee di scorrimento invisibili, i dodici Meridiani, la cui denominazione dipende dall’organo a cui apportano energia. La principale forma di energia di cui si compone l’organismo umano è il Qi che, nell’ottica appena vista, trova il suo completamento interfacciandosi con due ulteriori polarità primordiali, lo Jing (Yin del Qi) e lo Shen (Yang del Qi), con le quali forma una visione triadica dell’uomo costituita da corpo (Jing), anima (Qi) e spirito (Shen). Il Qi a sua volta può essere considerato come la somma di varie energie: 

  • Energia Ereditaria: patrimonio energetico ereditario, ovvero Qi ancestrale.
  • Energia Respiratoria: assimilabile tramite la respirazione.
  • Energia Alimentare: ricavata dal cibo consumato.
  • Energia Sessuale: coltivata praticando determinate discipline sessuali.

Anche per gli organi il concetto è pressoché lo stesso, essi dipendono e sono complementari l’un l’altro: l’anatomia cinese riconosce cinque organi pieni  (Zang) di natura Yin (Xin – cuore, Fei – polmoni, Shen – reni, Pi – pancreas/milza, Gan – fegato) e cinque visceri cavi (Fu) di natura Yang (Dachang – intestino crasso, Wei – stomaco, Xiaochang – intestino tenue, Pangguang – vescica, Dan – cistifellea) a cui si aggiunge “il sesto viscere”, una funzione metabolica, non una struttura anatomica, nota come Sanjiao (Triplice riscaldatore).

Ogni organo Zang viene associato ad un organo Fu, ad un meridiano, ad un’emozione e ad un movimento nel seguente ordine:

  1. Rene – Vescica – Paura – Acqua
  2. Fegato – Cistifellea – Collera – Legno
  3. Cuore – Intestino Tenue/Triplice riscaldatore – Pericardio – Gioia/Euforia – Fuoco
  4. Stomaco – Milza/Pancreas – Preoccupazione – Terra
  5. Polmone – Intestino Crasso – Tristezza – Metallo

Gli organi principali sono a loro volta relazionati a cinque sapori fondamentali (amaro, acido, dolce, salato, piccante) che ne inducono la funzionalità. Per determinare un miglioramento delle funzioni vitali, il medico deve conoscere l’interdipendenza tra organi, emozioni, funzioni corporee e situazioni climatiche/stagionali 

Come visto nello schema delle associazioni, l’intero universo è spiegato mediante la teoria dei cinque movimenti, detti Wu Xing,  che sono considerati simboli di processi vitali durante i quali si alternano fasi di generazione e fasi di distruzione: tutti gli elementi originano da e danno origine ad un altro elemento, ovvero il fuoco fonde il metallo, l’acqua spegne il fuoco, il legno (alberi) impoverisce la terra, la terra prosciuga l’acqua e l’ascia (metallo) abbatte il legno. Lo studio dei vari elementi consente la correlazione ad una fase diversa,  ad un colore, a una stagione, ad un’emozione, ad un organo e conseguentemente ad una patologia. Per renderla un po’ più comprensibile vi faccio un esempio concreto: nel caso di alterazione della funzionalità renale, organo legato all’acqua, si possono manifestare problemi a livello cardiaco, il cui elemento è invece il fuoco, a causa di un’elevata pressione sanguigna.  

In generale la medicina tradizionale cinese si basa sul concetto di contrapposizione, in cui ogni elemento, organo, emozione, etc. trova la sua stabilità in equilibrio col suo opposto. 

La Malattia 

In questo contesto, la malattia è uno squilibrio tra Yin e Yang in cui si manifestano i sintomi. Anche l’approccio alla patologia sarà conseguentemente diverso rispetto al modello occidentale: il modus operandi della “nostra” medicina si basa infatti sul concetto di soppressione dei sintomi ed eliminazione della causa scatenante, mentre la medicina tradizionale cinese opera nell’ottica di ripristinare l’equilibrio energetico. Quindi, in una fase precoce della malattia si impiegano tecniche terapeutiche come massaggi, ginnastica medica, bagni, tecniche di meditazione e rilassamento, la farmacopea, in cui sono annoverate migliaia di sostanze vegetali, animali e minerali, e la dieta, principale fattore di prevenzione se si evitano eccessi e si segue la stagionalità degli alimenti. Solo in una seconda fase, al manifestarsi della patologia, si arriva all’uso di strumenti terapeutici come l’agopuntura e altre tecniche complementari. L’agopuntura è probabilmente la tecnica più nota della medicina tradizionale cinese. Durante il trattamento si applicano degli aghi in corrispondenza di punti specifici, lungo i meridiani, attraverso i quali è possibile gestire il flusso e la distribuzione dell’energia nell’organismo. 

Le tecniche complementari vengono comunemente affiancate all’agopuntura; di seguito le più note: 

la Moxibustione utilizza la combustione di piccoli sigari, ottenuti da foglie essiccate di artemisia, per stimolare i medesimi punti utilizzati in agopuntura. La Coppettazione prevede invece l’applicazione, sulla pelle del paziente, di coppette che, riscaldate internamente, svolgono un effetto ventosa a causa della pressione negativa che il calore ha generato al loro interno. Infine la Digitopressione durante la quale i punti dei meridiani vengono trattati con la semplice pressione delle dita.

La Diagnosi

Il quadro clinico del paziente viene delineato utilizzando otto criteri diagnostici utili alla classificazione primaria dei sintomi rilevati. Si tratta in realtà di quattro coppie di opposti:

  1. Yin-Yang: Yin (freddo, immobile, senza sete, con respirazione debole e preferenza per il buio e la solitudine) e Yang (irrequieto, accaldato, assetato, con respirazione forte e predilezione per la luce e la compagnia).
  2. Interno-Esterno: definisce la direzione di sviluppo e la profondità/superficialità della patologia.
  3. Freddo-Caldo. 
  4. Vuoto-Pienezza: diagnostica l’indebolimento delle riserve fisiologiche/una malattia cronica oppure un’iperattività energetica/una patologia acuta. 

Nella fase seguente il medico procede alla visita diagnostica che si snocciola in quattro esami:

  1. Ispezione: in cui viene controllato l’aspetto generale del paziente.
  2. Ascolto dei suoni emessi e valutazione degli odori corporei.
  3. Anamnesi: consiste in un’intervista per ottenere informazioni dal paziente.
  4. Palpazione.

A chi si rivolge la Medicina Tradizionale Cinese?

Generalmente chiunque può approcciarsi a questa disciplina ma bisogna considerare che ad oggi solo alcune delle comuni pratiche della medicina tradizionale cinese sono abilitate in Italia. Tra queste c’è ovviamente l’agopuntura che può essere tuttavia esercitata solo da chirurghi, odontoiatri e veterinari in possesso dell’abilitazione. Come detto precedentemente, l’Organizzazione Mondiale della Sanità inserirà, nel prossimo compendio medico globale, in vigore a partire dal 2022, alcuni dei concetti principali di questa forma di medicina. Da ciò potrà conseguire una maggiore integrazione e la possibilità di poter usufruire anche qui in Italia di terapie e rimedi ad oggi non praticati. 

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