La diarrea del viaggiatore

diarrea del viaggiatore

La diarrea del viaggiatore è un evento molto comune: circa il 20-50% dei viaggiatori verso paesi caldi manifestano un episodio diarroico, di solito breve (meno di 48-72 ore) e di gravità limitata.

 

La malattia viene definita come 3/4 evacuazioni di feci non formate nell’arco di 24 ore con almeno 1 sintomo di malattia enterica (nausea, vomito, crampi addominali, febbre, tenesmo, feci ematiche). 

I fattori di rischio comprendono il paese di origine (sono più suscettibili coloro che provengono da paesi industrializzati), la destinazione, la suscettibilità individuale, l’esposizione ad alimenti o acqua contaminati. Le cause possono essere molteplici: batteri, virus, parassiti, ma talora anche lo stress del viaggio, il cambio dell’alimentazione, il clima, l’altitudine possono scatenare una diarrea. 

 

Statisticamente parlando, le cause principali possono essere attribuite a:

1. Infezioni alimentari (batteri, virus, protozoi) 

2. Cambio di alimentazione ed abitudini alimentari 

3. Eccessivi sbalzi di temperatura (caldo/freddo)

4. Ingestione di alimenti contaminati da sostanze tossiche

Generalmente è più frequente contrarre questa patologia nei Paesi tropicali, poco industrializzati, dove il caldo e l’umido, abbinato alle scarse norme igieniche di manipolazione degli alimenti, sono il terreno migliore per ottenere la combinazione perfetta di tutte le suddette cause.

Come si manifesta la diarrea del viaggiatore?

La diarrea si manifesta con:

 Aumento delle quantità di feci prodotte

 Aumento della frequenza, ovvero aumento del numero di defecazioni

 Variazione della consistenza: le feci appaiono più o meno liquide

E’ molto importante monitorare la durata e l’eventuale insorgenza di nuovi sintomi, in primis la febbre e il vomito.

Il perdurare della febbre, insieme alla diarrea, indica, nella maggior parte dei casi, una causa infettiva ed in tal caso è necessario un trattamento mirato.

 

Quanto dura e quando spariscono i sintomi?

Solitamente la diarrea del viaggiatore è una patologia acuta e dura non più di 2-3 giorni per poi risolversi da sé.

-Se la diarrea è causata dal cambio di abitudini alimentari o dagli sbalzi di temperatura, il sintomo è limitato al tempo necessario affinché il nostro corpo si adegui al nuovo ambiente del viaggio (giorni, settimane).

Se le cause sono infettive, i sintomi normalmente si risolvono spontaneamente nell’arco di 2-5 giorni, ma in alcuni casi perdurano anche per settimane o addirittura mesi dopo il rientro a casa.
In tal caso è necessario rivolgersi al proprio Medico per effettuare degli esami ed iniziare una terapia adeguata.

 

Come si previene la diarrea del viaggiatore?

I viaggiatori possono minimizzare i rischi di diarrea del viaggiatore seguendo le seguenti misure preventive:

-lavarsi le mani con frequenza e con cura. È necessario usare detergenti antibatterici e lasciarli agire almeno per 20 secondi, non tralasciando la pulizia sotto le unghie

-evitare cibi e bevande acquistate da venditori ambulanti o altri posti dove sono presenti condizioni non igieniche

-evitare di mangiare carni o pesci crudi o poco cotti

-evitare di mangiare e verdura cruda senza averla sbucciata

I cibi ben cucinati e conservati solitamente sono sicuri. Anche l’acqua del rubinetto, ghiaccio, latte non pastorizzato e prodotti alimentari sono associati al rischio di diarrea del viaggiatore.

 

Rimedi?

Importantissima è la reidratazione dopo ogni scarica diarroica, con acqua e/o integratori salini o zuccheri, soprattutto in Paesi caldi.

RIMEDI NATURALI 

-Preparare una soluzione reidratante con sale, zucchero e bicarbonato in dosi opportune( mezzo cucchiaino di sale, mezzo cucchiaino di zucchero e mezzo cucchiaino di bicarbonato) in 1 litro di acqua, da bere fino alla scomparsa dei sintomi

-Preparare tisane a base di fieno greco, o camomilla o te verde

-Per combattere la nausea e l’infiammazione possiamo preparare una tisana con zenzero fresco (circa 10 fettine di zenzero in 500 ml di acqua)

-Il limone è il classico rimedio per la diarrea. È disinfettante e astringente. Può essere bevuto puro appena spremuto o, se troppo aspro, può essere diluito in un bicchiere d’acqua

 

RIMEDI MEDICINALI

-Per contrastare la diarrea il rimedio più usato per ristabilire l’equilibrio della flora batterica intestinale sono i PROBIOTICI che in breve tempo riducono le scariche e i fastidi legati alla diarrea.

-Farmaci antipropulsivi a base di Loperamide servono a ridurre la peristalsi dell’intestino, causata dall’infiammazione o dall’irritazione dovuta all’attacco di tipo microbiologico in concomitanza ad altri fattori di tipo fisico. Possono essere utile ma se il disturbo è causato da una infezione batterica o da un parassita, l’arresto della sintomo porta ad un peggioramento della patologia perché i micro organismi resteranno intrappolati nell’intestino.

 

Quando e quali antibiotici utilizzare? 

La terapia antibiotica è indicata nei casi in cui la sintomatologia sia molto pronunciata e/o protratta nel tempo.

La rifaximina  è un antibiotico che agisce a livello intestinale. L’ utilizzo di questo antibiotico va limitato a casi di diarrea acuta-cronica con o senza febbre, che perdura cioè più di 3-4 giorni.

In caso di terapia antibiotica è sempre bene assumere fermenti lattici (probiotici) per ripristinare la flora batterica intestinale “buona”, anch’essa decimata al termine della terapia.

In caso di persistenza dei sintomi nonostante un ciclo di terapia completo con rifaximina, è necessario rivolgersi ad un Medico per escludere altre cause effettuando gli esami necessari.

 

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