I disturbi alimentari (DCA) sono un insieme di patologie caratterizzate da alterazioni nelle abitudini alimentari con particolare preoccupazione per il proprio peso corporeo e per le proprie forme.  

Generalmente sono disturbi che insorgono in adolescenza con alcuni tratti caratteristici: 

  • Riduzione dell’introito di alimenti 
  • Digiuno 
  • Crisi bulimiche 
  • Vomito autoindotto 
  • Utilizzo di anoressizzanti, lassativi, diuretici 
  • Aumento dell’attività fisica allo scopo di ridurre il peso 

I principali disturbi alimentari sono determinati da: 

  1. anoressia nervosa
  2. bulimia nervosa
  3. disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating disorder).  

Sono tutti caratterizzati da un rapporto patologico con l’alimentazione e con il proprio corpo.

Il paziente che ne soffre manifesta principalmente paura di ingrassare ed un cattivo rapporto con il cibo che si manifesta spesso con ansia nei confronti degli alimenti e della loro assunzione. 

Soltanto una piccola percentuale delle persone affette chiede aiuto e riconosce il disturbo.

Generalmente, infatti, sono i familiari che si accorgono del problema, allarmati dall’eccessiva perdita di peso.

Ma spesso la persona direttamente interessata tende a negare e a ribadire di non avere nessun problema.

In altri casi invece la persona, seppur consapevole, tende a vergognarsi e a non parlarne con nessuno se non dopo molti anni.  

Una delle caratteristiche predominanti nella persona affetta dal disturbo alimentare è l’alterazione dell’immagine corporea.

Spesso chi soffre di anoressia non riesce a valutare il proprio corpo in modo oggettivo ma tende a vedersi con i fianchi troppo larghi, con le gambe troppo grosse, con la pancia troppo grande o in generale sovrappeso: questo capita soprattutto nel sesso femminile.

Tra gli uomini invece, il disturbo si manifesta con preoccupazioni rivolte ad un corpo percepito come poco muscoloso.  

Scopriamoli più in dettaglio. 

Cos’è l’anoressia nervosa? 

L’anoressia nervosa è il più conosciuto tra i disturbi del comportamento alimentare.

È  un disturbo caratterizzato da intensa paura di ingrassare e alterata relazione con il proprio corpo, determinando nei pazienti gravi restrizioni alimentari. 

Il pensiero è focalizzato costantemente sul cibo e sulle preoccupazioni per il proprio corpo. 

L’eccessiva magrezza, causata da diete sempre più rigide, porta a seri problemi di salute che possono essere anche fatali a causa della malnutrizione e del vomito autoindotto.  

Cos’è la bulimia nervosa? 

La bulimia nervosa, il cui termine significa “fame da bue”, fa parte dei disturbi del comportamento alimentare e che si caratterizza per la presenza di abbuffate seguite da vomito o altri comportamenti di compenso. 

L’abbuffata, nella bulimia, è seguita dal bisogno immediato di svuotare lo stomaco attraverso il vomito auto provocato.

Il vomito viene utilizzato sia per ridurre la sensazione di dolorosa pienezza dell’addome che per limitare l’eccesso calorico. 

Non solo il vomito, ma anche altri comportamenti vengono utilizzati per ridurre l’introito calorico: 

  • uso inappropriato di lassativi 
  • digiuno prolungato dopo le abbuffate 
  • esercizio fisico eccessivo 

 È possibile inoltre osservare anoressia e bulimia nella stessa paziente e in periodi differenti.  

Binge eating disorder: cos’è?

Il binge eating disorder (BED), in italiano tradotto con disturbo da alimentazione incontrollata, è stato solo recentemente inserito fra i disturbi del comportamento alimentare.

Come per la bulimia nervosa, il BED si caratterizza per la presenza di abbuffate che però non sono seguite da comportamenti compensatori (ad es. il vomito).

Il BED determina, di norma, un notevole aumento di peso. Tale disturbo porta spesso a obesità grave con conseguenti complicazioni. 

Chi soffre di binge eating disorder spesso ha una lunga storia di numerose diete fallite.

Questi continui fallimenti sono dovuti al fatto di non aver mai riconosciuto il disturbo psicologico che è alla base del disturbo del comportamento alimentare e della susseguente obesità. 

In conclusione dunque, il disturbo alimentare può essere associato anche ad altre patologie psichiatriche come la depressione, disturbi d’ansia diffusi, abuso di alcool o sostanze o altri disturbi di personalità.  

Si possono manifestare in aggiunta comportamenti autolesionisti o tentativi di suicidio. 

Si tratta perciò di disturbi non soltanto invalidanti ma anche potenzialmente mortali che non vanno sottovalutati.

Pertanto il trattamento deve includere necessariamente un approccio multidisciplinare che coinvolge diversi specialisti: 

  • psichiatri e psicoterapeuti 
  • dietisti e nutrizionisti 
  • endocrinologi 
  • gastroenterologi  
  • medici internisti 

 

L’obiettivo del trattamento sarà quello di aiutare il paziente a recuperare sane abitudini alimentari, ridurre le crisi alimentari, intervenire sui pensieri negativi, trattare e risolvere eventuali patologie associate, ridurre le possibili ricadute nel tempo. 

Tuttavia, il primo passo resta il riconoscimento del disturbo da parte del paziente 

Se temi di essere affetto da un disturbo alimentare non esitare a chiedere aiuto. 

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