Il termine dismenorrea deriva dal greco e significa “difficile flusso mestruale”; è il più comune sintomo che affligge tra il 40% e il 70% delle donne e presenta tipicamente un dolore crampiforme o cronico che colpisce la parte bassa dell’addome. 

Quali sono i sintomi? 

  • Dolori di tipo crampiformi e colico  
  • Cefalea 
  • Nausea 
  • Stipsi o diarrea 
  • Lombalgia  
  • Pollachiuria  

Perché si avverte la sensazione di dolore? 

Durante il ciclo la parete dell’utero si contrae energicamente in modo da favorire l’espulsione del tessuto che si trova all’interno della sua cavità.

Le contrazioni comprimono i vasi sanguigni causando un arresto temporaneo dell’afflusso di sangue e dell’apporto di ossigeno all’utero; in assenza di ossigeno, il tessuto uterino rilascia sia alcune sostanze chimiche che provocano l’insorgenza del dolore, sia altre sostanze, chiamate prostaglandine, che se prodotte in abbondanza stimolano maggiormente la contrazione muscolare accrescendo in tal modo la sensazione di dolore. 

Dal punto di vista clinico, la dismenorrea può essere classificata in primaria e secondaria: 

DISMENORREA PRIMARIA: il dolore avvertito non trova giustificazione in una patologia pelvica, si presenta in modo ricorrente, con crampi che insorgono entro 24 ore dall’inizio del flusso mestruale e possono protrarsi fino al 3 giorno.

Il picco di dolore è massimo in coincidenza all’inizio del flusso. 

DISMENORREA SECONDARIA:  è legata alla presenza di patologie ginecologiche e non.

È il caso per esempio dell’endometriosi, fibromi, adenomiosi ecc..

La manifestazione dolorosa, molto intensa, accompagna tutto il periodo in cui si hanno perdite mestruali, ma può anche verificarsi durante altri periodi rispetto alla mestruazione e può essere associata a dispareunia (dolore a livello dell’area vaginale e dopo un rapporto sessuale) e metrorragia (perdita di sangue fibroso nel periodo intermestruale). 

Come calmare i dolori mestruali?

Le terapie di prima linea per la gestione della dismenorrea primaria e secondaria coinvolgono farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) come l’Ibuprofene, il naprossene sodico, il ketoprofene, l’acido acetilsalicilico (aspirina).

Si può provare ad alleviare il dolore anche con il paracetamolo, anche se è stato dimostrato che ha minore efficacia rispetto all’ibuprofene e all’acido acetilsalicilico. 

Generalmente è consigliato iniziare la terapia prima dell’inizio del flusso mestruale e continuare il dosaggio in base a una pianificazione per 2 o 3 giorni dopo l’inizio della mestruazione. 

Per ridurre il dolore può essere utile anche l’applicazione topica di calore (applicazioni locali di una patch addominale indossata per 12 ore consecutive al giorno).

Inoltre svolgere regolare esercizio fisico, seguire tecniche di rilassamento e seguire una dieta sana ed equilibrata può essere davvero d’aiuto; per quanto poco invitante possa apparire durante il ciclo, l’esercizio fisico, anche soltanto sotto forma di una passeggiata, può favorire la circolazione sanguigna, aumentando i livelli di ossigeno ed endorfine (antidolorifici naturali e ormoni del benessere), e aiutare il corpo a rilassarsi. 

Quale alimentazione è consigliata contro il dolore mestruale?

Alcuni dei sintomi più fastidiosi della dismenorrea (mal di testa, tensioni addominali, crampi, nausea) possono essere alleviati da un’alimentazione adeguata, ricca soprattutto di vitamine del gruppo B e magnesio.

Sono da preferire ad esempio le barbabietole rosse per l’apporto di magnesio, che esercita una azione antispastica e rilassante sull’utero, ma anche spinaci cotti, ceci cotti, albicocche secche, fagioli bianchi e rossi cotti, mais bollito, broccoli, tarassaco crudo, noci, semi di girasole, mandorle, fichi, fichi secchi, prugne, banane. 

Perché integrare il Magnesio? Quale integratore scegliere? 

Il pidolato di magnesio, ovvero un sale di magnesio che favorisce l’ingresso del magnesio all’interno della cellula dove più serve, migliora l’umore, stimola la trasmissione degli impulsi nervosi e la contrazione dei muscoli. Per godere dei suoi benefici, il magnesio va assunto a partire da una settimana prima dell’inizio del ciclo mestruale, fino al suo termine.

In commercio ci sono differenti integratori a base di magnesio, con l’aggiunta di vitamina B6 (buscofen pre-mestruale, magnesio superior, donna mag premestruale, magnesium donna). 

 L’assunzione del magnesio è così efficace da rientrare nelle terapie preventive per alleviare i sintomi della sindrome premestruale. 

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