Contatto con una medusa: cosa fare

puntura di medusa: cosa fare

Le meduse sono tanto temute dai bagnanti proprio per le reazioni che provoca il loro contatto con la pelle.

Si parla in realtà impropriamente di puntura di medusa: la medusa non punge, né morde, ma in risposta ad un potenziale pericolo i suoi tentacoli emettono una sostanza urticante per la pelle.

Infatti, sulla parte dei tentacoli più lontana dal corpo si trovano delle cellule di difesa altamente specializzate chiamate cnidociti all’interno delle quali si trovano dei “sacchetti” contenenti il liquido urticante (nematocisti), e piccole formazioni appuntite a spirale (spicole) mantenute sotto pressione e che funzionano come piccole frecce.

A seguito dell’urto fra un tentacolo e una persona, le nematocisti rimangono attaccate alla pelle e le spicole liberano le sostanze urticanti.

Meduse con lunghi tentacoli (in alcune specie raggiungono i 10 metri di lunghezza) possono avere milioni di nematocisti che successivamente al contatto possono rimanere sulla pelle della vittima, senza scaricare subito il veleno contenuto.

Non toglierli può causare irritazioni anche a distanza di ore dal contatto.

Come riconoscere una puntura di medusa?

Il liquido delle nematocisti contiene sostanze costituite da amminoacidi come tetramina, 5-idrossitriptamina, istamina e serotonina, e proteine sensibili al calore, che possono innescare processi allergici di diversa gravità.

Quando i tentacoli toccano la pelle si avverte una sensazione di forte bruciore e dolore; subito dopo il contatto la pelle si irrita e si formano dei segni come linee incrociate rosse e gonfie (eritema ed edema) con formazione di piccole vescicole.

Gli effetti che possono manifestarsi includono:

  • reazioni locali, dolore, irritazione, dermatiti, che a lungo termine possono causare pigmentazione, cicatrici e ispessimenti della pelle
  • allergie
  • dolore persistente ed effetti agli organi interni, se le sostanze urticanti entrano nel circolo sanguigno.

Anche se sono eventi rari nei nostri mari, possono comparire edema polmonare, visione offuscata, vomito, dolori muscolari e convulsioni.

Cosa fare dopo il contatto con una medusa

Il trattamento dei disturbi conseguenti al contatto con una medusa punta generalmente alla riduzione del dolore, eliminando le nematocisti rimaste sulla pelle, con un trattamento locale delle zone della pelle interessate.

Ecco cosa fare:

  • Controllare, una volta fuori dall’acqua, che non siano rimaste attaccate parti della medusa (nematocisti), rimuoverle possibilmente senza toccarle, ad esempio con una spatola, un coltello o una tessera di plastica rigida (tipo carta di credito) raschiando la cute per rimuovere accuratamente il più possibile
  • Sciacquare la parte interessata con acqua di mare (attenzione a non usare l’acqua dolce perché causerebbe la rottura delle nematocisti ancora intatte e il rilascio di altro liquido urticante)
  • Effettuare impacchi freddi, che hanno un effetto analgesico evitando però che il ghiaccio, costituito da acqua dolce, entri in contatto con la pelle
  • Applicare un gel astringente al cloruro di alluminio, che serve a lenire il prurito e a bloccare la diffusione delle tossine
  • Coprire la parte colpita e non esporla al sole, perché essendo sensibile alla luce del sole tende a scurirsi provocando delle macchie/cicatrici antiestetiche

In caso di complicazioni come arrossamento e/o gonfiore diffuso della pelle, difficoltà respiratorie, sudorazione, pallore, mal di testa, nausee, vomito, vertigini, confusione, recarsi al pronto soccorso.

Cosa non fare in caso di contatto con una medusa

  • Non grattarsi, prima di aver rimosso le nematocisti, che potrebbero rompersi, peggiorando la situazione
  • Non toccare le nematocisti (le parti di tentacoli rimasti sulla pelle) con le mani, per evitare di trasferire parte del liquido urticante a zone particolarmente sensibili come occhi e mucose
  • Non sciacquare la parte interessata con acqua dolce, causerebbe la rottura delle nematocisti ancora intatte e il rilascio di altro liquido urticante
  • Non strofinare la zona colpita con sabbia
  • Non usare rimedi come ammoniaca, urina (contenente ammoniaca) alcol o aceto perché non hanno alcuna azione sul liquido urticante delle meduse e potrebbero ulteriormente irritare la parte colpita.
  • Non esporre al sole la parte colpita per qualche giorno, o utilizzare creme a protezione solare totale, per evitare la formazione di macchie

Le creme antistaminiche o a basso contenuto di cortisone sono poco utili nell’immediato (hanno effetto dopo circa 30 minuti, quando in condizioni normali, i disturbi sono già spariti).

Lo sapevi che… l’applicazione di una crema solare resistente all’acqua, contenente ossido di zinco (sostanza che imita il rivestimento mucoso usato dai pesci pagliaccio per inibire le punture dei tentacoli degli anemoni di mare) può essere utile per i nuotatori, poiché è stato dimostrato che riduce significativamente il contatto e la gravità dei disturbi?

Fonte: https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/c/contatto-con-medusa#meduse-tropicali

 

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