N-Acetilcisteina, cos’è e quando si assume?

L’ N-Acetilcisteina – classicamente definita NAC, è il derivato N-Acetile del più comune aminoacido L-Cisteina. 

Si tratta di un derivato attivo come antiossidante e mucolitico: è il principio attivo di alcuni farmaci indicati nel trattamento delle affezioni respiratorie che causano ipersecrezione densa e vischiosa di catarro; l’azione antiossidante contribuisce a ridurre l’infiammazione nei bronchi e nel tessuto polmonare, viene somministrato in caso di bronchite, BPCO, può migliorare altre condizioni polmonari come fibrosi cistica, asma e fibrosi polmonare. 

 

COME FARMACO QUAL È IL SUO IMPIEGO? 

Viene somministrato per via endovenosa come antidoto nell’ intossicazione da paracetamolo, in modo da prevenire o ridurre i danni ai reni e al fegato. 

Risulta efficace quasi al 100%, purché venga somministrato entro le prime 8 ore dal sovradosaggio; utile anche per combattere la tossicità di varie sostanze che possono causare la generazione di radicali liberi, come il monossido di carbonio e i mezzi di contrasto per i raggi X. 

Ha proprietà antinfluenzali e mucolitiche, aiuta a sciogliere il catarro dalle vie aeree favorendone l’espulsione, è uno dei farmaci più venduti in questo caso (esempi Fluimucil, Rinofluimucil, Solmucol e Broncohexal).  

Può anche alleviare i sintomi di congestione nasale e sinusale dovuti ad allergie o infezioni. 

L’acetilcisteina assunta sottoforma di integratore o come terapia farmacologica è disponibile in compresse, sciroppo, bustine o fiale per aerosol o per la somministrazione iniettabile. In bustine e compresse il farmaco è venduto in confezioni con obbligo di prescrizione medica o come farmaco da banco (SOP) a seconda del dosaggio. (I dosaggi suggeriti per un’adeguata supplementazione con N-Acetilcisteina sono generalmente quelli di 600 mg per 1-3 volte al giorno). 

  

QUALI SONO TUTTI I BENEFICI E PROPRIETÀ DELLA NAC? 

In linea generale l’ N-Acetilcisteina è utilizzata: 
-Come agente epatoprotettivo; 
-Come antiossidante; 
-Come elemento cardioprotettivo; 
-Come mucolitico. 
  

MA VEDIAMOLI NEL DETTAGLIO: 

  • La NAC può risultare utile come supporto alla terapia standard per combattere vari disturbi causati dallo stress ossidativo, come malattie cardiache, diabete, infertilità e persino alcune condizioni psichiatriche. 
  • Può favorire il controllo della glicemia riducendo l’infiammazione nelle cellule adipose e aumentando la sensibilità all’insulina.  
Inoltre, con la sua azione antiossidante può aiutare a prevenire le complicanze del diabete, sostenendo i livelli di glutatione. 
  • Può ridurre il rischio di malattie cardiache proteggendo il cuore dal danno ossidativo e favorendo il controllo della pressione arteriosa, aumenta la produzione di ossido nitrico, che induce vasodilatazione e migliora il flusso sanguigno. 
  • Riduce la risposta infiammatoria del corpo, aiuta a prevenire l’influenza o a ridurre i sintomi di un comune raffreddore. 
  • rappresenta un efficace mucolitico, aiutando a “sciogliere il catarro” in caso di tosse grassa e bronchiti. 
  • Aggiunta al trattamento standard, la NAC può essere molto utile per le donne con sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), migliorando la fertilità e contribuendo a ridurre i lipidi nel sangue, glicemia a digiuno, insulina. 
  • Può contribuire ad equilibrare i livelli di glutammato, che rappresenta uno dei più importanti neurotrasmettitori, riducendo l’infiammazione e lo stress ossidativo può promuovere la crescita di nuove cellule cerebrali. Grazie a questi effetti, è stato segnalato che la NAC migliora l’umore nei pazienti depressi. 
  • Il trattamento combinato con NAC e altri antiossidanti migliora la cognizione in persone anziane sane con decadimento cognitivo lieve. 
  • Nei pazienti con morbo di Parkinson, gli integratori di NAC sembrano migliorare sia la funzione della dopamina che i sintomi della malattia come i tremori. 
  • È usata anche nel trattamento di cistiti emorragiche indotte da ciclofosfamide, grazie alla sua capacità di diminuire l’efficacia della ciclofosfamide. 

  

NAC E SPORT: 

L’ N-acetil cisteina (NAC) rientra, insieme al glutammato e alla glicina, nella sintesi del più potente antiossidante a nostra disposizione: il glutatione. 

Come integratore, viene usata per aumentare i livelli del glutatione, essenziale per la salute del sistema immunitario e per combattere i danni cellulari. 

Nella pratica sportiva al pari degli altri antiossidanti, è utile nel ridurre il danno ossidativo che si manifesta in seguito ad attività fisica intensa e, ed indirettamente, nel: 

  • Migliorare la performance atletica; 
  • Ridurre la sensazione di fatica; 
  • Facilitare il recupero. 

  

LO SAI CHE VIENE UTILIZZATA ANCHE IN COSMESI? 

Creme o gel contenenti N-acetilcisteina possono migliorare la salute della pelle, proteggendola dai danni ossidativi. 

La sua applicazione topica può essere utile in caso di dermatiti, irritazione della pelle, danni cutanei indotti dalle radiazioni e acne. Viene utilizzato anche nel trattamento delle calvizie. 

 

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Hai bisogno di una calda cura per combattere in fretta i sintomi del raffreddore e dell’influenza?

L’influenza solitamente insorge in inverno, sotto forma di epidemia, e compare improvvisamente con sintomi quali febbre alta, dolori muscolari, mal di testa, mal di gola, malessere generale, tosse. In caso di raffreddore i sintomi più evidenti sono starnuti, secrezione di muco, congestione nasale, mal di testa, mal di gola, lacrimazione, tosse, irritazione e prurito nasale. 

I sintomi influenzali hanno un esordio brusco e si possono manifestare con sintomi di diverso tipo: tra i farmaci più utilizzati e conosciuti ritroviamo il TACHIFLUDEC E VICKS FLU TRIPLA AZIONE.

VICKS FLU TRIPLA AZIONE

Vicks Flu Tripla Azione è un caldo rimedio per alleviare i sintomi di raffreddore e influenza, tra cui anche la tosse grassa.
Vicks Flu Tripla Azione allevia i sintomi di raffreddore e influenza tra cui:

– Febbre
– Dolori
– Naso chiuso
– Mal di gola
– Mal di testa
– Tosse grassa

Quali sono i principi attivi di Vicks Flu Tripla Azione?

Una bustina contiene:

– 500mg di paracetamolo
– 200mg di guaifenesina
– 10mg di fenilefrina cloridrato

Qual è la modalità d’uso?


1 bustina ogni 4-6 ore in base alle necessità, senza superare le 4 dosi (bustine) nell’arco di 24 ore.
Sciogliere il contenuto di una bustina di Vicks Flu Tripla Azione in una tazza di medie dimensioni e aggiungere acqua calda non bollente (250ml circa). Lasciare raffreddare fino a una temperatura bevibile.

Può essere utilizzato anche nei bambini?

No, può essere utilizzato negli adulti e adolescenti di età pari o superiore a 12 anni.

TACHIFLUDEC

Tachifludec è un farmaco ad azione analgesica, antipiretica e decongestionante utilizzato per il trattamento a breve termine dei sintomi del raffreddore e dell’influenza, inclusi i dolori di entità lieve/moderata e la febbre, quando associati a congestione nasale.

Quali sono i principi attivi? 

Una bustina di Tachifludec contiene:

-600 mg di paracetamolo

-40 mg di acido ascorbico

-10 mg di fenilefrina cloridrato (pari a fenilefrina 8,2 mg)

La dose consigliata per adulti e bambini di età superiore ai 12 anni è di 1 bustina ogni 4-6 ore fino a un massimo di 3 bustine nelle 24 ore giornaliere.

L’uso nei bambini è controindicato fino ai 12 anni.

Il medicinale non deve essere usato per più di 3 giorni consecutivi senza consultare il medico.

Lo sapevi che Tachifludec può essere utilizzato anche direttamente in acqua fredda (per gusto menta e arancia) o diluirlo con acqua fredda per raffreddare (per gusto limone e limone e miele)?

Quale sono quindi le similitudini e differenze?

Entrambi hanno come principio attivo il PARACETAMOLO E LA FENILEFRINA CLORIDRATO : IL PARACETAMOLO agisce riducendo la febbre (effetto antipiretico) e alleviando il dolore (effetto analgesico) e la FENILEFRINA CLORIDRATO induce vasocostrizione dei microvasi congestionati della mucosa nasale e di conseguenza riduce la secrezione e favorisce la disostruzione delle vie aeree.

Si differenziano invece per la presenza dell’ACIDO ASCORBICO nel TACHIFLUDEC  e della GUAIFENESINA nel VICKS FLU TRIPLA AZIONE. 

Perché la vitamina C è importante in caso di sintomi influenzali? 

L’acido ascorbico, comunemente noto come Vitamina C, contribuisce a stimolare le difese dell’organismo, grazie alle sue proprietà anti-ossidanti.  Spesso introdotto nelle associazioni di farmaci per il raffreddore per compensare la perdita di Vitamina C che si verifica nelle fasi iniziali di un’infezione acuta virale incluso il raffreddore.

La guaifenesina è invece un principio attivo ad azione espettorante, largamente utilizzato nel trattamento della tosse produttiva o tosse grassa.

In conclusione sia TACHIFLUDEC che VICKS FLU TRIPLA AZIONE sono utili per alleviare sintomi di influenza e raffreddore, ma è sicuramente da preferire il VICKS FLU TRIPLA AZIONE nel caso sopraggiunga come sintomo anche la TOSSE GRASSA! 

 

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NAPROSSENE

COS’È IL NAPROSSENE?

Il naprossene (o naproxene) è una molecola che fa parte della famiglia dei FANS, farmaci antinfiammatori non steroidei.
Viene assunto per la sua attività analgesica, antipiretica e antinfiammatoria.
Come con tutti i FANS, riduce la sintesi delle prostaglandine inibendo gli enzimi cicloossigenasi (COX-1 e COX-2). Le prostaglandine sono un gruppo di molecole coinvolte nel processo infiammatorio.
L’effetto antipiretico è dovuto alla sua azione sul sistema nervoso centrale, riduce la sintesi delle prostaglandine E2 nel cervello, responsabili dell’alterazione del punto di equilibrio termostatico nell’ipotalamo e causano la febbre.
Il Naprossene viene assorbito completamente sia per via orale che per via rettale; ha un’emivita di circa 12 – 15 ore e viene eliminato per via urinaria.

 

PER COSA SI USA?

L’utilizzo del naprossene è indicato per il trattamento sintomatico di:

  • affezioni dell’apparato muscoloscheletrico (artrite reumatoide, osteoartrosi, spondilite anchilosante, lombosciatalgie, mialgie, ecc.);
  • gotta;
  • mal di testa;
  • mal di denti;
  • dolori mestruali;
  • stati febbrili;
  • raffreddore;
  • dolore post-operatorio.

 

FARMACI A BASE DI NAPROSSENE

 

MODO D’USO E POSOLOGIA

Il naprossene è disponibile per:

  • somministrazione orale sotto forma di compresse, capsule rigide e granulato per soluzione orale;
  • somministrazione rettale sotto forma di supposte;
  • somministrazione parenterale sotto forma di soluzione iniettabile per uso intramuscolare;
  • somministrazione cutanea sotto forma di gel o crema.

Durante il trattamento con il farmaco, è molto importante seguire attentamente le indicazioni del medico, sia per quanto riguarda la quantità di farmaco da assumere, sia per la durata dello stesso trattamento.
Indicativamente le dosi di naprossene abitualmente impiegate in terapia:

  • Quando somministrato per via orale o rettale, la dose abitualmente utilizzata è di 500-1000 mg al giorno, da assumersi in dosi frazionate ogni 8-12 ore.
  • Nel caso della somministrazione parenterale, la dose è di 550 mg, da somministrarsi ogni 12 ore per via intramuscolare.
  • Quando si utilizza il gel o la crema a base di naprossene, quindi nel caso di somministrazione cutanea, si consiglia di eseguire due applicazioni al giorno direttamente nella zona interessata, massaggiando fino a completo assorbimento.

 

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Generalmente, si sconsiglia l’utilizzo del naprossene durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, fatto salvo il caso in cui il medico non lo ritenga assolutamente necessario.
L’utilizzo del farmaco durante il terzo trimestre di gestazione, invece, è controindicato, a causa dei gravi danni che il farmaco può provocare al feto e alla madre.
Inoltre, l’utilizzo del naprossene è controindicato anche nelle madri che allattano al seno (anche quando si utilizza il naprossene per via cutanea).

 

EFFETTI INDESIDERATI E POSSIBILI INTERAZIONI

Gli effetti collaterali che possono verificarsi in seguito all’assunzione di Naprossene sono diversi, anche se non tutti i pazienti li manifestano. Tra questi abbiamo:

  • mal di stomaco e bruciore;
  • diarrea o costipazione;
  • vomito;
  • vertigini;
  • mal di testa;
  • sonnolenza;
  • disturbi del sonno;
  • arrossamento, prurito e/o irritazione della cute in corrispondenza del sito di applicazione;
  • sete eccessiva;
  • palpitazioni;
  • asma.

Per quanto riguarda possibili interazioni con altri farmaci è importante informare il medico se si stanno assumendo – o sono stati recentemente assunti – farmaci di qualsiasi tipo, compresi i medicinali senz’obbligo di prescrizione medica e i prodotti erboristici e omeopatici.

 

CURIOSITÀ

  • Lo sapevi che il Lasonil gel e il Lasonil compresse hanno principi attivi diversi?
    Il Lasonil gel antidolore è a base di Ibuprofene, mentre il Lasonil compresse antinfiammatorio e antireumatico è a base di Naprossene sodico.
  • Poiché il naprossene può influenzare negativamente la fertilità femminile, il farmaco non dovrebbe essere assunto dalle donne che intendono iniziare una gravidanza.
  • Il Naprossene può interferire con la capacità di guidare o di manovrare macchinari pericolosi. La sonnolenza indotta dal farmaco può essere accentuata dall’alcol.

 

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FITOTERAPIA E FITOTERAPICI

CHE COS’È LA FITOTERAPIA?

La fitoterapia è intesa come la branca della farmacoterapia che si occupa di prevenire e trattare diversi disturbi e malattie mediante l’uso di piante medicinali e preparazioni da esse ottenute. La fitoterapia non utilizza il principio attivo singolo – come avviene nella terapia farmacologica “classica” o “di sintesi” – ma piante e prodotti da esse ottenuti che contengono più sostanze. Per fare ciò, la fitoterapia si serve di specifici trattamenti e tecnologie estrattive idonee e realizza prodotti in forme farmaceutiche ben definite, purificate e standardizzate nei costituenti chimici responsabili dell’attività farmacologica attribuita alla stessa pianta o a sue preparazioni.

 

E IL FITOTERAPICO?

Il fitoterapico è un medicinale a tutti gli effetti e, in particolare, un medicinale di origine vegetale. È considerato fitoterapico ogni medicinale che, come sostanze attive, contiene esclusivamente una o più sostanze vegetali, oppure una o più preparazioni vegetali, o ancora, una o più sostanze vegetali in associazione ad una o più preparazioni vegetali.

I medicinali fitoterapici, così come quelli di sintesi, per poter essere commercializzati è indispensabile che abbiano ricevuto l’approvazione ufficiale da parte dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e che rispettino i requisiti di qualità, sicurezza ed efficacia richieste dalla legislazione farmaceutica che ne disciplina tutti gli aspetti.

 

MA COS’È UNA SOSTANZA VEGETALE? E UNA PREPARAZIONE VEGETALE?

Si definiscono sostanze vegetali o droghe vegetali:

Tutte le piante, le parti di piante, le alghe, i funghi e i licheni, interi, a pezzi o tagliati, in forma non trattata, solitamente essiccata o, talvolta, anche allo stato fresco;

Alcuni tipi di essudati non sottoposti a trattamenti specifici.

Si definiscono preparazioni vegetali o preparazioni a base di droghe vegetali:

Tutte le preparazioni ottenute sottoponendo le sostanze o droghe vegetali a trattamenti come l’estrazione, la distillazione, la spremitura, il frazionamento, la purificazione, la concentrazione o la fermentazione;

Le sostanze vegetali triturate o polverizzate;

Le tinture, gli estratti, gli oli essenziali, i succhi ottenuti per spremitura e gli essudati lavorati.

 

QUALI SONO I PRODOTTI FITOTERAPICI?

I medicinali fitoterapici commercializzati nel nostro Paese sono diversi, li ritroviamo sotto forma di compresse o capsule, oppure di gocce.

Abbiamo Fitoterapici a base di estratti di:

-Aloe Vera per le proprietà antinfiammatorie e depurative;

-Sambuco contro le influenze e le infezioni delle alte vie aeree;

-Aglio (allium sativum) come antibiotico e antiparassitario naturale;

-Camomilla come calmante, antinfiammatorio;

-Biancospino contro la pressione alta;

-Ortica (Urtica dioica), utilizzata nel trattamento dei disturbi funzionali dell’ipertrofia prostatica benigna;

-Mirtillo (Vaccinium myrtillus), di centella (Centella asiatica), di semi di ippocastano (Aesculus hippocastanum), tutti utili per la loro azione vasoprotettrice;

-Arnica (Arnica montana) per il trattamento del dolore muscolare e articolare;

-Iperico (Hypericum perforatum) per il trattamento di stati depressivi lievi o moderati e rimedio contro ustioni e dermatiti;

-Lavanda e rodiola (Rhodiola rosea), utili per trovare sollievo temporaneo da sintomi associati a condizioni di stress;

-Luppolo (Humulus lupulus) ) o a base di passiflora (Passiflora incarnata), anch’essi utili in presenza di sintomatologia lieve associata a stress mentale;

-Valeriana (Valeriana officinalis) e/o melissa (Melissa officinalis), utilizzati per le proprietà blandamente sedative;

-Fumaria (Fumaria officinalis), ononide (Ononis spinosa), e piscidia (Piscidia erythrina), utili per le loro proprietà antispastiche esercitate soprattutto a livello epato-biliare ed urinario;

-Edera (Hedera helix) impiegati come espettoranti;

-Pelargonio (Pelargonium sidoides), utili in caso di raffreddore;

-Semi di ispagula (Plantago ovata) o frutti di senna (Cassia senna), usati in caso di problemi di stitichezza occasionale;

-Piante come rabarbaro (Rheum palmatum), boldo (Peumus boldus), cascara (Rhamnus purshiana), genziana (Gentiana lutea), utili per favorire la digestione e l’appetito e per contrastare la stitichezza occasionale;

-Olio essenziale di menta (Mentha x piperita) e olio essenziale di cumino (Carum carvi), utili in caso di piccoli disturbi gastrointestinali;

-Finocchio contro il gonfiore addominale e per favorire la digestione;

-Cimicifuga (Cimicifuga racemosa), utili contro i disturbi della menopausa.

 

CHI PRESCIVE I FITOTERAPICI?

Alcuni medicinali fitoterapici possono essere dispensati solo dietro prescrizione medica.

Mentre altri, trovandoli sotto forma di integratori non hanno bisogno di prescrizione medica, sono liberamente acquistabili in quanto SOP (senza obbligo di prescrizione) o OTC (farmaci da banco).

 

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KETOPROFENE

Il ketoprofene è un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS) dotato di attività analgesica, antinfiammatoria e antipiretica.

Agisce bloccando la produzione delle molecole responsabili di dolore, febbre e infiammazione.

 

MECCANISMO D’AZIONE

Il ketoprofene svolge la sua azione antinfiammatoria e analgesica inibendo la ciclossigenasi (o COX).

La ciclossigenasi è un enzima di cui si conoscono tre diverse isoforme: COX-1, COX-2 e COX-3.

La COX-1 è un’isoforma costitutiva, normalmente presente nelle cellule e coinvolta nei meccanismi di omeostasi cellulare.

La COX-2, invece, è un’isoforma inducibile che viene prodotta dalle cellule infiammatorie attivate.

Il compito di questi enzimi è di convertire l’acido arachidonico presente nel nostro organismo in prostaglandine, prostacicline e trombossani.

Le prostaglandine, e in particolar modo le prostaglandine G2 e H2, sono coinvolte nei processi infiammatori e mediano le risposte dolorose. Mentre le prostaglandine E inducono l’aumento della temperatura corporea, quindi, inducono la febbre.

Pertanto, con l’inibizione dell’attività della COX-2, il ketoprofene impedisce la sintesi delle prostaglandine responsabili d’infiammazione e dolore.

Tuttavia, il ketoprofene non è selettivo nei confronti della COX-2, perciò, è in grado di inibire anche la COX-1. Quest’ultima inibizione è all’origine di alcuni degli effetti collaterali tipici di tutti i FANS non selettivi (come gli effetti collaterali di tipo gastrointestinale).

Inoltre, il ketoprofene esercita anche un’azione antagonista nei confronti della bradichinina, un neurotrasmettitore rilasciato durante i processi infiammatori responsabile dell’attivazione dei recettori periferici del dolore.

Infine, il ketoprofene è anche in grado di inibire la sintesi dei leucotrieni (molecole implicate nei processi infiammatori) e di ridurre la migrazione dei leucociti nelle giunture infiammate.

 

PER COSA VIENE UTILIZZATO

Il ketoprofene è indicato per il trattamento sintomatico di:

  • Stati infiammatori e dolorosi provocati da traumi;
  • Dolore e infiammazione di natura reumatica;
  • Nevralgie;
  • Dolori mestruali;
  • Mal di testa;
  • Artrite reumatoide;
  • Spondilite anchilosante;
  • Artrosi dolorosa;
  • Reumatismo extra-articolare;
  • Osteoartrosi;
  • Tendiniti e tenosinoviti;
  • Capsuliti e borsiti;
  • Mal di schiena e sciatica;
  • Gotta acuta;
  • Dolore post-operatorio;
  • Dolore neoplastico.

 

FORMA FARMACEUTICA

È un farmaco disponibile in moltissime formulazioni farmaceutiche adatte a differenti vie di somministrazione (orale, topica, rettale e parenterale).

Dal punto di vista chimico, il ketoprofene è un derivato dell’acido 2-(para-ammino-fenil)propionico.

 

Esempi di Specialità medicinali contenenti Ketoprofene:

  • Fastum gel ®
  • Ketodol ®
  • Okitask ®
  • Oki gola®
  • Zentiva ®
  • Ketofil®
  • Artrosilene ®

 

Il Ketoprofene è disponibile per la somministrazione orale sotto forma di compresse, capsule rigide, capsule molli, polvere o granulato per soluzione orale, gocce orali e granulato effervescente; per uso topico sotto forma di schiuma cutanea, crema, spray cutaneo, gel, soluzione cutanea e cerotto medicato (queste formulazioni devono essere applicate solo sulla cute) e sotto forma di spray per mucosa orale e colluttorio (da utilizzare solo sulla mucosa orale).

Inoltre è disponibile sotto forma di supposte per la somministrazione rettale e sotto forma di soluzione iniettabile o di polvere e solvente (per soluzione iniettabile che devono essere miscelati appena prima dell’utilizzo del farmaco) per la somministrazione endovenosa o intramuscolare.

 

POSOLOGIA

Somministrazione orale: la dose solitamente utilizzata negli adulti varia dai 25 mg ai 200 mg di farmaco, in funzione della gravità del dolore e dell’infiammazione.

La frequenza delle somministrazioni dipende dalla quantità di farmaco assunta, poiché in nessun caso si deve superare la dose giornaliera massima di 200 mg di ketoprofene.

Il ketoprofene è un farmaco appartenente ai Fans e come questi ultimi va somministrato insieme ad un gastroprotettore.

Lo sai che esiste un farmaco a base di Ketoprofene che ha già al suo interno il gastroprotettore? Il KETODOL.

 

Somministrazione topica: si consiglia di effettuare 1-3 applicazioni al giorno.

Quando, invece, si utilizza il ketoprofene sotto forma di cerotto medicato, si consiglia di applicare un solo cerotto alla volta, salvo diversa prescrizione del medico.

È molto importante ricordare che quando si utilizza il ketoprofene per uso cutaneo, la parte trattata non deve essere esposta alla luce solare e ai raggi UV, sia durante il trattamento che per un periodo di almeno due settimane dal termine dello stesso. Questo a causa delle reazioni di fotosensibilità che possono manifestarsi.

Quando si utilizza lo spray per mucosa orale a base di ketoprofene, la dose consigliata è di 1-2 spruzzi fino a tre volte al giorno.

Quando si utilizza il colluttorio a base di ketoprofene, invece, si consiglia di effettuare uno sciacquo due volte al giorno.

 

Somministrazione rettale: la dose giornaliera raccomandata varia dai 100 ai 200 mg di principio attivo al giorno.

Anche in questo caso, come per la somministrazione orale, non si deve mai superare la dose massima di 200 mg di ketoprofene al giorno.

 

Somministrazione parenterale: la dose di farmaco abitualmente impiegata è di 100-200 mg al giorno, da somministrarsi per via endovenosa o intramuscolare.

 

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Generalmente, si sconsiglia l’utilizzo del ketoprofene durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, tuttavia, se il medico lo ritiene assolutamente necessario, può comunque decidere di prescriverlo.

L’utilizzo del farmaco nel terzo trimestre di gravidanza, invece, è controindicato a causa dei danni che lo stesso ketoprofene può causare al feto (tossicità cardiopolmonare, disfunzioni renali e prolungamento del tempo di sanguinamento dopo la nascita) e alla madre (prolungamento del tempo di sanguinamento e inibizione delle contrazioni uterine, con conseguente ritardo o prolungamento del travaglio).

L’uso del ketoprofene è controindicato anche durante l’allattamento.

Inoltre, il farmaco influenza negativamente la fertilità femminile, pertanto, non dovrebbe essere assunto dalle donne che intendono iniziare una gravidanza.

 

EFFETTI COLLATERALI

Il trattamento con ketoprofene può portare a:

  • Nausea;
  • Vomito;
  • Dolore addominale;
  • Diarrea o stipsi;
  • Flatulenza;
  • Gastrite;
  • Ulcera peptica;
  • Emorragia gastrointestinale;
  • Patologie cardiovascolari, la terapia con ketoprofene può causare insufficienza cardiaca, ipertensione e vasodilatazione.
  • Patologie dei reni e del tratto urinario, Il trattamento con ketoprofene può provocare Insufficienza renale acuta, Sindrome nefritica.
  • Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:
  • Rash cutanei;
  • Reazioni di fotosensibilità;
  • Orticaria;
  • Alopecia.
  • Patologie del sistema nervoso:
  • Mal di testa;
  • Vertigini;
  • Parestesia;
  • Sonnolenza;
  • Alterazione del senso del gusto;
  • Convulsioni.

La terapia con ketoprofene può causare un aumento dei livelli sanguigni di enzimi epatici e può favorire l’insorgenza di epatite ed ittero.

 

Altri effetti indesiderati che possono manifestarsi durante il trattamento a base di ketoprofene, sono:

  • Reazioni allergiche, anche gravi, in individui sensibili;
  • Angioedema;
  • Edema;
  • Visione offuscata;
  • Ulcere del cavo orale;
  • Aumento del peso corporeo;
  • Alterazioni dell’umore;
  • Asma;
  • Rinite.

 

CONTROINDICAZIONI

L’utilizzo del ketoprofene è controindicato:

  • In pazienti con ipersensibilità allo stesso ketoprofene e all’acido acetilsalicilico o ad altri FANS;
  • In pazienti affetti da ulcera peptica o che hanno sofferto di emorragia, ulcerazione o perforazione gastrointestinale;
  • In pazienti affetti da gastrite;
  • In pazienti con grave insufficienza cardiaca o insufficienza epatica e/o renale;
  • In pazienti con gravi disturbi della coagulazione;
  • In pazienti affetti da preesistente leucopenia e/o piastrinopenia;
  • In pazienti che soffrono di disturbi alle emorroidi.

 

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Antispasmina Colica® o Buscopan® compresse?  

Quando assumerli? Cosa contengono questi medicinali senza obbligo di prescrizione e in che cosa differiscono?  

Andiamo ad analizzarli in dettaglio. 

 

Cosa contiene Buscopan? 

Buscopan® è un farmaco a base di N-butilbromuro di joscina,  appartiene ad un gruppo di medicinali chiamati alcaloidi della belladonna semisintetici  

Quando è indicato Buscopan? 

Buscopan® è indicato nel trattamento sintomatico delle manifestazioni spastico-dolorose del tratto gastroenterico. 

Dosaggio consigliato: 

La dose raccomandata per gli adulti e adolescenti di età superiore a 14 anni è la seguente, salvo diversa prescrizione medica: 

Compresse rivestite 

1-2 compresse rivestite 3 volte al giorno.
Le compresse devono essere assunte intere con una adeguata quantità di acqua. 

In pediatria nei bambini di età compresa tra i 6 ed i 14 anni deve seguire esattamente la prescrizione del medico. 

 

Cosa contiene Antispasmina Colica®? 

Antispasmina Colica® contiene due principi attivi papaverina cloridrato e Belladonna e serve per favorire il rilassamento della muscolatura dell’intestino e dello stomaco (apparato gastrointestinale). 

Quando è indicato Antispasmina Colica®? 

Antispasmina Colica si usa nel trattamento degli spasmi e del dolore dello stomaco e dell’intestino. 

Dosaggio consigliato: 

La dose raccomandata negli adulti è:  

  • da 2 a 6 compresse al giorno per Antispasmina Colica 10 mg + 10 mg 2
  • da 1 a 3 compresse al giorno per Antispasmina Colica Forte 50 mg + 10 mg.

 Uso nei bambini Antispasmina Colica è controindicata nei bambini al di sotto dei 12 anni. 

 

Dunque, in cosa differiscono Buscopan e Antispasmina Colica? 

In sostanza analizzando le controindicazioni e gli effetti collaterali, i due farmaci sono praticamente sovrapponibili. L’unico punto di differenza che riscontriamo è la somministrazione in età pediatrica. Antispasmina Colica® non si può somministrare nei bambini di età inferiore ai 12 anni in quanto i principi attivi non sono risultati sicuri in queste età. In più, nonostante il diverso meccanismo d’azione, possiamo dire che questi due farmaci si equivalgono perché hanno lo stesso effetto sul nostro organismo ovvero quello spasmolitico e si usano entrambi per disturbi della motilità di stomaco, intestino e delle vie biliari (tratto gastroenterico). 

 

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Arnica: usi e proprietà L’arnica, erba medicinale ampiamente usata nel campo fitoterapico e omeopatico grazie ai suoi effetti antinfiammatori e analgesici, è indicata per contusioni, contratture, ma anche per dolori di varia origine a carico del sistema scheletrico, muscolare e connettivale. 

Conosciamola meglio insieme! 

Cos’è l’Arnica? 

L’arnica, conosciuta da tutti per i suoi fiori color giallo dorato, è una pianta erbacea perenne che può arrivare a misurare anche 60 cm da terra: in particolare, le infiorescenze, i rizomi, le radici e le foglie sono le parti raccolte per scopi curativi. Gli ingredienti attivi presenti nei fiori di Arnica Montana sono i lattoni sesquiterpenici (in particolare la Elenanina e i suoi esteri), insieme ad acido acetico, isobutirrico e metacrilico, glicosidi flavonoici, cumarine e oli volatili.  Tali composti conferiscono alla pianta attività antisettiche, antinfiammatorie, antidolorifiche, antibatteriche, antisclerotiche, antimicotiche e antiossidanti. Le proprietà immunostimolanti, invece, sono attribuibili ai polisaccaridi contenuti nel fiore della pianta: sembra infatti, che queste molecole siano in grado di modificare la risposta immunitaria andando ad agire sul sistema del complemento e favorendo l’aumento dell’attività fagocitaria. 

Come può essere utilizzata l’arnica? 

L’arnica è usata principalmente per uso topico, sottoforma di unguenti, pomate, creme e gel  come antidolorifico e antinfiammatorio in caso di traumi fisici di varia natura (ematomi, contusioni, stiramenti muscolari, …) oppure come rimedio in caso di punture di insetti e leggere infiammazioni cutanee. 

Può essere utilizzata su ferite aperte? In realtà, molti preparati a base di arnica a uso topico, devono essere usati su pelle integra, a causa degli elevati quantitativi presenti di questa sola pianta. Esistono però dei medicinali low dose per uso topico che annoverano tra i componenti Arnica montana in basse dosi, che grazie alla presenza di altri ingredienti che ne mitigano gli effetti più aggressivi può essere applicata senza riserve anche su ferite aperte. 

L’arnica montana è disponibile anche in fitoterapia come estratto glicerico, olio essenziale o tintura madre. 

Per via orale invece, l’arnica è altamente cardiotossica: per questo motivo viene preparata con procedure di diluizione e dinamizzazione (omeopatia) ricavandone un estratto idroalcolico che ne consente un uso sicuro. 

A cosa serve l’arnica? 

La commissione Europea fornisce indicazioni solo per uso topico in caso di ferite, conseguenze di traumi (come ematomi, dislocazioni, contusioni, edemi da frattura), disturbi osteoarticolari, disturbi di origine reumatica, foruncolosi, flogosi da punture di insetti, flebiti superficiali. 

Le pomate all’arnica infatti sono utili in caso di dolori al tratto cervicale e lombare, per posture errate, per colpi d’aria, come rimedio efficace per problematiche articolari e per tutti quei traumi di natura sportiva.  

Grazie alle sue infinite proprietà, l’arnica montana è adatta per favorire la cicatrizzazione delle ferite, un valido rimedio anche contro le infiammazioni di bocca e gola, allevia i fastidi di punture di insetto e lenisce scottature di lieve entità. 

In particolare: 

  • Distorsioni, slogature e disturbi di origine muscolare o tendinea. Si assume arnica montana (9CH) e si abbina il gel a base di Arnica o per un effetto più importante l’unguento di arnica. In caso di contusioni ed ematomi, l’arnica aiuta a limitare il dolore, l’infiammazione e aiuta la riparazione dei tessuti; 
  • Per sfruttare al meglio la sua azione antidolorifica ed antinfiammatoria nel trattamento di dolori articolari, muscolari, nevralgie si può usare la TM sotto forma di impacchi, bendaggi, frizioni:  la tintura madre deve essere SEMPRE DILUITA in acqua o altra soluzione, prima di applicarla sulla pelle, ovviamente prima di ferite. 
  • Per contrastare la fatica e la spossatezza si utilizza il rimedio omeopatico a base di arnica in granuli (7 CH). Ottimo ricostituente cerebrale, aiuta ad affrontare con energia il cambio di stagione. 
  • Il bagno all’arnica: si mette nell’acqua calda qualche goccia di tintura madre o di olio da massaggio. Rilassa la pelle e ha un’azione decontratturante sulla muscolatura; 
  • Gola infiammata: la tintura di arnica è da sempre indicata per curare il mal di gola, è anche un ottimo antisettico orale utilizzato come collutorio. Si effettuano gargarismi con poche gocce di tintura madre diluite in un bicchiere di acqua; 
  • Punture di insetti, zanzare, vespe, api, calabroni: l’arnica in gel e in crema allevia fastidio, dolore e gonfiore. Si applica anche più volte al giorno. 

 

L’arnica può essere utilizzata nei bambini? 

La pomata all’arnica può essere adottata anche come rimedio di pronto intervento per i bambini, in caso di caduta, piccoli traumi da “gioco”: possiamo quindi applicare la pomata in presenza di lividi, gonfiori, dolori generici da contusioni, a cui spesso sono soggetti per vivacità. 

Ed in gravidanza ed allattamento? 

La sua assunzione per via orale è altamente sconsigliata in condizioni quali gravidanza e allattamento! 

Inoltre se ne sconsiglia l’utilizzo a soggetti allergici alle Compositae (echinacea, artemisia, tarassaco) perché in grado di scatenare fenomeni di allergia crociata. 

La concentrazione fa la differenza 

Ma attenzione, uno dei parametri più importanti da prendere in considerazione per distinguere e scegliere i prodotti a base di arnica è proprio la concentrazione di principi attivi. La concentrazione rappresenta la quantità della sostanza che si trova all’interno del prodotto. Per quanto riguarda l’arnica, sul mercato si possono trovare prodotti con una concentrazione che oscilla da un minimo del 10 per cento, per un effetto più blando, fino al 50 per cento e oltre, una percentuale che le assicura efficacia come rimedio contro i dolori muscolari e articolari. 

 

Vuoi conoscere la differenza tra due preparati a base di arnica disponibili in commercio? Arnica viti effetto termico o arnica forte gel: quali differenze? Leggi il nostro articolo  

 

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L’omeopatia è un sistema di cura “non convenzionale” basato sul principio che “il simile cura il simile”, vale a dire che una sostanza responsabile della comparsa di disturbi (sintomi) in persone sane può aiutare a guarire tali sintomi nelle persone malate.

L’omeopatia utilizza sostanze altamente diluite e cosiddette “dinamizzate”. È impiegata per la cura di numerose malattie, tuttavia, non esistono studi scientifici di buona qualità che ne dimostrino l’efficacia.

L’omeopatia

Nacque alla fine del 1700 quando Samuel Hahnemann, medico, fisico, chimico e linguista cominciò a sviluppare una medicina meno aggressiva rispetto a quella praticata in quegli anni, basata sulla somministrazione di piccole dosi di medicinali naturali in grado di innescare nell’organismo sano manifestazioni sintomatiche del tutto simili ad un organismo malato.

Questa dinamica viene chiamata anche legge dei simili e si basa sul seguente principio: “I simili si curano con i simili“: un farmaco in grado di provocare sintomi di una patologia in un corpo sano, sarà in grado di stimolare reazioni fisiologiche in un organismo malato tali da attivare un processo di autoguarigione.

Impiego dell’omeopatia

I principali ambiti di applicazione nei quali si sono riscontrati benefici con l’uso dei medicinali omeopatici sono: depressione, stati emotivi, disturbi psichici, malattie dell’apparato respiratorio, malattie della cute, malattie dell’apparato digerente, malattie endocrine, malattie del sistema osteo-muscolare, malattie del sistema circolatorio.

Le sostanze comunemente utilizzate a scopo terapeutico provengono dai tre regni della natura: vegetale, animale e minerale. Tutte sono sottoposte ad un particolare processo di diluizione e dinamizzazione, che ha il fine di eliminarne le proprietà tossicologiche, esaltandone quelle terapeutiche. La diluizione permette di aumentare l’efficacia dei/l principi/o attivi/o (Principio delle diluizioni infinitesimali, secondo cui l’azione dei medicamenti aumenta progressivamente con il diminuire della dose). In genere, infatti, si utilizzano diluizioni medie e basse (maggior concentrazione della sostanza medicamentosa) per patologie acute e subacute, mentre si ricorre ad alte o altissime diluizioni (minor concentrazione della sostanza medicamentosa) per patologie croniche. Con il processo di dinamizzazione, infine, il medicinale omeopatico viene agitato dopo ogni diluizione, potenziando così la sua azione terapeutica.

Forme farmaceutiche: granuli, globuli, gocce, pomate e colliri

La forma farmaceutica più caratteristica del medicinale omeopatico è il tubo granuli. Tubi e dosi, contenenti granuli, sono infatti le forme caratteristiche dell’omeopatia. Ma non sono le uniche: molti medicinali omeopatici sono disponibili anche sotto forma di sciroppi, compresse, gel, unguenti, colliri.

I GRANULI, forma farmaceutica più utilizzata,  va assunta in numero di tre-cinque per volta.

I GLOBULI invece sono sferule di saccarosio o lattosio presenti nelle monodosi, il tubo dose va assunto in un’unica somministrazione e lasciato sciogliere lentamente in bocca, sotto la lingua. È riservata alle diluizioni prescritte meno di una volta al dì o una volta al dì per un periodo limitato.

LE GOCCE sono disponibili in flaconi da 15-30-50 ml. Vanno assunte pure o diluite in un pò d’acqua, generalmente 2-4 volte al dì alla dose media di 15-20 per volta.

Le POMATE sono destinate ad essere spalmate o frizionate su cute e mucosa.

I COLLIRI sono soluzioni acquose, sterili. Dopo essere stato aperto, va utilizzato entro un mese, se

conservato al riparo della luce.

Con la premessa che per definizione i prodotti omeopatici sono tutti naturali, citiamo alcuni dei principi attivi più usati ed efficaci. L’Aconitum, usato per curare ogni sorta di stato infiammatorio, quindi l’Arnica, indicata per la cura delle articolazioni in casi patologie come l’artrosi, stati dolorosi come conseguenza di traumi dovuti a contusioni e/o slogature. L’Engystol invece si somministra in caso di raffreddori, infezioni virali e allergie potenziando il sistema immunitario. L’Euphrasia viene usata per curare i disturbi all’apparato digerente, intestinale e oculare per via delle sue proprietà decongestionanti, antinfiammatorie e antisettiche. Il Sulfur, un medicinale usato per le cure ricostituenti che aiuta a eliminare le tossine. Infine Sepia omeopatia, particolarmente indicato per le donne in menopausa.

Chi prescrive omeopatici?

I medicinali omeopatici sono prescritti da professionisti della salute formati all’utilizzo di questa terapia: il medico di famiglia o lo specialista omeopata, e/o vengono anche consigliati dal farmacista. Gli elementi su cui ci si basa per formulare la prescrizione sono molteplici: sintomi fisici, psichici, comportamentali, caratteriali, segni e tratti somatici, questo perché la valutazione deve sempre essere globale.

Ma come assumerli e conservarli?

I granuli e globuli devono essere lasciati cadere in bocca, sotto la lingua. Non devono essere deglutiti, ma lasciati sciogliere in bocca. Tuttavia in caso di impossibilità, come nel lattante, si può somministrare il preparato omeopatico sciolto in poca acqua o nel latte, senza che ne venga meno l’efficacia in quanto l’assorbimento avviene a livello della mucosa orale, ricchissima di vasi sanguigni in modo che possa entrare immediatamente in circolo.

Il farmaco omeopatico va assunto almeno un’ora dopo il pasto o mezz’ora prima del pasto. In generale, nelle forme acute il rimedio va assunto più volte al giorno, mentre nelle forme croniche la somministrazione avviene a intervalli più lunghi (settimanali, quindicinali, mensili) e per un lungo periodo.

Inoltre è importante evitare di assumere menta, canfora, sostanze aromatiche come caffè, liquirizia e cibi piccanti, in quanto queste sostanze possono interferire con l’assorbimento o con l’attività dei rimedi omeopatici. Limitare l’uso di alcolici e tabacco .

Conservarli nella loro confezione in un luogo chiuso, asciutto e fresco, lontano dalla portata dei bambini, come per tutte le medicine.

Efficacia

Non vi è alcuna prova scientifica sul principio fondante dell’omeopatia né sulla possibilità di trasformare sostanze in medicine diluendole e scuotendole in acqua (succussione).

Possiamo sicuramente dire che in linea generale i rimedi omeopatici sono ben tollerati e difficilmente si possono manifestare effetti indesiderati da sovradosaggio; ciò nonostante è opportuno assumerli solo se ce n’è necessità e sotto controllo medico!

 

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Voltaren o Lasonil, quale scegliere?Voltaren e Lasonil sono due dei rimedi più utilizzati in caso di dolore ed infiammazione… ma conosci realmente la differenza tra Voltaren Emulgel e Lasonil Gel Antidolore? 

Cos’è Voltaren Emulgel e cosa contiene?  

Voltaren Emulgel è una formulazione a base di diclofenac dietilammonio. Il diclofenac appartiene alla classe dei farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) ed è usato per ridurre il dolore e l’infiammazione. 

Quando è indicato Voltaren Emulgel? 

 Voltaren Emulgel 1% gel e 2% gel sono gel antinfiammatori indicati contro dolori ad articolazioni, muscoli, tendini e legamenti. Il loro principio attivo si distribuisce preferenzialmente nei tessuti profondi infiammati e quindi combatte il dolore proprio dove serve. 

Voltaren Emulgel 1% gel e 2% gel sono adatti per coloro che hanno dolori occasionali o cercano sollievo dal dolore acuto causato da infiammazione. Sono in grado di alleviare il dolore, combattere l’infiammazione e abbreviare il tempo di recupero. Possono essere applicati direttamente sul muscolo o sull’articolazione dolorante. In particolare Voltaren Emulgel 2% gel fornisce sollievo dal dolore articolare fino a 12 ore, arrivando in profondità nell’articolazione, e può essere utile per i dolori da artrosi del ginocchio o delle dita. 

Come si utilizza Voltaren Emulgel 1%? 

  • Uso negli adulti:
    Applichi Voltaren Emulgel 3 o 4 volte al giorno sulla zona da trattare e frizioni leggermente. La quantità di medicinale da usare dipende dall’estensione della zona da trattare (quantità variabile tra una ciliegia e una noce). Usi Voltaren Emulgel solo sulla pelle, per brevi periodi di tempo e non più della quantità necessaria. 
  • Uso negli adolescenti tra i 14 e i 18 anni di età:
    Applichi Voltaren Emulgel 3 o 4 volte al giorno sulla zona da trattare e frizioni leggermente. La quantità di medicinale da usare dipende dall’estensione della zona da trattare (quantità variabile tra una ciliegia e una noce). Consulti il medico se la malattia non si risolve entro 7 giorni dall’inizio del trattamento con Voltaren Emulgel o se nota un peggioramento dei sintomi.  
  • Uso nei bambini sotto i 14 anni di età
    Voltaren Emulgel non deve essere usato nei bambini sotto i 14 anni di età. 
  • Uso nei pazienti anziani (sopra i 65 anni di età)
    I pazienti anziani possono usare le dosi previste per gli adulti. 

 Serve la ricetta medica?  

Voltaren Emulgel 1% e 2% non richiedono prescrizione medica e possono essere acquistati direttamente in farmacia e parafarmacia. Si consiglia sempre di chiedere chiarimenti al medico o farmacista, soprattutto in caso di dubbi.  

Cos’è Lasonil Gel Antidolore e cosa contiene? 

Lasonil Gel Antidolore contiene Ibuprofene sale di lisina, che appartiene ad un gruppo di farmaci chiamati farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), che agiscono per alleviare il dolore e ridurre i sintomi connessi all’infiammazione. 

Quando è indicato Lasonil? 

Lasonil antidolore si usa per il trattamento locale di  

  • contusioni 
  • distorsioni 
  • mialgie (dolori muscolari) 
  • strappi muscolari 
  • torcicollo 

Come si utilizza Lasonil? 

Applicare uno strato sottile di gel sulla parte da trattare con un leggero massaggio. Lavare accuratamente e in modo prolungato le mani dopo l’applicazione. 

La dose raccomandata è 2-4 applicazioni al giorno sulla parte dolorante. 

Attenzione: non superi le dosi indicate. 

I pazienti anziani devono attenersi ai dosaggi minimi sopra indicati. 

 

Serve la ricetta medica?  

Lasonil Gel Antidolore non richiede prescrizione medica e può essere acquistato direttamente in farmacia e parafarmacia. Si consiglia sempre di chiedere chiarimenti al medico o farmacista, soprattutto in caso di dubbi. 

 

Dunque, quali sono le differenze tra Lasonil e Voltaren? 

La differenza principale tra i due marchi è il principio attivo. Infatti, Voltaren contiene Diclofenac Dietilammonio e Lasonil contiene Ibuprofene sale di lisina. 

Entrambe le molecole appartengono alla categoria dei farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), che agiscono per alleviare il dolore e ridurre i sintomi connessi all’infiammazione.  

In particolare, il Lasonil oggi contiene un nuovo principio attivo rispetto alla precedente e storica formulazione topica di Lasonil in pomata. Il “vecchio” Lasonil era un unguento a base di eparinoide e jaluronidasi, un rimedio che non poteva mancare nelle case di tutti, per curare ematomi, contusioni e traumi di lieve entità.   

Circa trenta anni dopo, nel 2008, venne cambiata la formulazione del Lasonil e di conseguenza anche il suo nome venne modificato con “Lasonil CM®”, appunto Composizione Modificata: non si trattava più di un unguento a base di eparina ma bensì a base di Ketoprofene 2,5%, un antinfiammatorio per il dolore.  

Arriviamo ad oggi, con un’ulteriore modifica sia del nome che della formulazione: Lasonil Antidolore, un gel a base di ibuprofene sale di lisina 10 %. A tal proposito vi suggeriamo di leggere il nostro articolo completo. 

Dunque, esistono diversi studi clinici che confrontano Diclofenac e Ibuprofene, ma queste sono principalmente relative alle formulazioni orali. La maggior parte degli studi scientifici pubblicati mette in luce una forte similarità, delle due formulazioni, in relazione all’efficacia e alla tollerabilità in diverse occasioni di uso. 

 

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Difese immunitarie, come prendersene cura.Questo periodo di temperature incerte, porta con sé mutamenti ambientali e climatici che possono essere vissuti dal nostro organismo in maniera traumatica, destabilizza il nostro sistema immunitario, che fatica a riadattarsi subito alla nuova temperatura. 

Cosa significa avere le difese immunitarie basse? 

Avere le difese immunitarie basse significa essere esposti più facilmente alle infezioni ed in generale alle malattie. Infatti, il sistema immunitario è un complesso insieme di cellule e apparati che collaborano per garantire la difesa dell’organismo dalle infezioni e in generale dall’attacco di virus, batteri e patogeni. 

Avere le difese immunitarie basse non significa solamente ammalarsi frequentemente ma che si avranno anche altri disturbi come per esempio mal di gola o raffreddore che abbassano la nostra qualità della vita. 

Altri sintomi derivanti da questo problema sono senso di debolezza e stanchezza, dolori muscolari e mal di testa, caduta dei capelli, anemia, pelle secca e disidratata. 

Quali sono le cause? 

In un soggetto sano, senza patologie che possano causare uno stato di immunodeficienza primaria (malattie autoimmuni, patologie oncologiche, manifestazioni allergiche) , stati di stress psicofisico cronico, mancanza di sonno e una cattiva alimentazione possono essere causa di difese immunitarie basse. 

L’alimentazione svolge un ruolo fondamentale per il nostro benessere psicofisico: la carenza di vitamine e minerali, così come lo scarso apporto di ferro, magnesio, potassio e acido folico, può nel lungo periodo indebolire il nostro sistema immunitario, rendendo meno efficace la sua azione di protezione. 

Ansia, insonnia, allenamenti intensivi, quotidianità multitasking: elemento che le accumuna è, purtroppo, l’indebolimento che provocano al nostro sistema immunitario e, in generale, al nostro organismo. 

È risaputo inoltre, che l’abuso di alcol e farmaci, soprattutto se assunti per un lungo periodo, possono ostacolare il naturale funzionamento delle nostre difese. 

Per salvaguardare la nostra salute sono sufficienti quindi la prevenzione e una corretta integrazione. 

La prevenzione è costituita da accorgimenti quotidiani come mangiare sano, svolgere regolare attività fisica, controllare lo stress di ogni giorno, regalarsi momenti di relax e dormire adeguatamente. 

Quali vitamine migliorano le difese immunitarie? 

Per corretta integrazione si intende fornire all’organismo molecole ad azione antiossidante: il nostro sistema immunitario, infatti, è strettamente legato al sistema antiossidante, vista la sua capacità di distruggere i costituenti cellulari alterati dall’aggressione dei radicali liberi (stress ossidativo). 

In dettaglio, gli antiossidanti sono molecole che aiutano a difenderci dall’attacco di agenti nocivi e dallo stato di stress ossidativo, processo che porta alla formazione di radicali liberi, molecole altrettanto dannose per il buon funzionamento delle nostre difese. 

Tra gli antiossidanti più potenti ci sono diverse vitamine tra cui: 

  • Vitamina C, le cui fonti principali sono: il coriandolo e l’erba cipollina ma anche l’uva, i peperoni, il peperoncino, il timo fresco, il prezzemolo, la rucola, le crucifere (cavolo, cime di rapa, verza, broccoli), il kiwi e gli agrumi. 
  •  Vitamina D, presente soprattutto negli alimenti di origine animale come l’olio di fegato di merluzzo, i pesci grassi (sgombro, sardina, tonno e salmone), i gamberi, il tuorlo d’uovo, i formaggi e il burro ma anche i funghi. 
  • b-Carotene, precursore della Vitamina A, si trova maggiormente nell’olio di fegato di merluzzo, nel fegato, nel peperoncino, nelle carote, nelle albicocche secche, nella zucca, nel prezzemolo, nei pomodori maturi, nel broccolo e nel cavolo verde. 
  • Vitamina E, di cui sono ricchi gli oli vegetali (arachidi, mais, girasole, olio extravergine di oliva), l’avocado, le nocciole, le arachidi, i cereali integrali, i semi di girasole, le mandorle, il curry, l’origano, l’avocado ed il kiwi. 

Altri micronutrienti utili a mantenere il sistema immunitario efficiente e pronto a reagire alle aggressioni esterne sono: 

  • la Vitamina B6 che si trova in cereali e farine integrali, avocado, spinaci, broccoli, frutta secca;
  • la Vitamina B12 in uova, latte e formaggi, frutti di mare e pesci grassi;
  • il selenio e lo zinco, metalli importanti per la loro attività antiossidante, si trovano in pesce e carne, grano e avena, legumi;
  • Il ferro, presente in carne bovina, uova, lenticchie, acciughe, sarda, tonno, ed il rame, contenuto in fegato, funghi, lenticchie, mandorle, sono fondamentali per il loro contributo nella difesa immunitaria cellulo-mediata e nella produzione di anticorpi;
  • la glutammina è un aminoacido indispensabile per la sintesi di glutatione, molecola a fortissima azione antiossidante presente in alcuni vegetali tra cui l’asparago, l’avocado, gli spinaci, le pesche e le mele.
  • L’arginina, un aminoacido essenziale che si trova nella frutta secca, uova, pesce, carne e legumi. 

E l’echinacea può essere utile? 

Oltre alle vitamine, un ottimo alleato delle difese immunitarie è rappresentato dall’echinacea, una pianta dall’azione immunostimolante per eccellenza. In particolare è in grado di potenziare l’azione dei globuli bianchi nella lotta ai batteri e virus, è quindi utile particolarmente per contrastare sindromi influenzali o febbrili, soprattutto quanto sono le vie respiratorie superiori ad essere interessate. L’echinacea oltre alle proprietà antivirali, antibatteriche e antiossidanti agisce sull’organismo anche con azione antinfiammatoria grazie agli acidi grassi in essa contenuta. Inoltre si è rivelata efficace anche contro agenti patogeni più gravi come ad esempio i funghi (candida albicans), esplicando anche un’azione antifunginea.  

Ma…l’echinacea va usata con accortenza! È sconsigliata a chi assume farmaci immunosoppressori o soffre di malattie autoimmuni, perché potrebbe aggravare la malattia stimolando troppo il sistema immunitario.  In gravidanza e in allattamento non va usata. 

 

Il primo rimedio contro le difese immunitarie basse è senza ombra di dubbio quindi l’adozione di uno stile di vita sano: una dieta ricca di verdura e frutta di stagione dovrebbe fornire la giusta quantità di vitamine utili al sistema immunitario. 

Se invece l’alimentazione risulta carente di alcuni nutrienti, oppure in caso di situazioni di stress e affaticamento, può essere utile ricorrere ad integratori specifici per rafforzare il sistema immunitario. 

Quali integratori assumere? 

  • MASSIGEN PRONTO DIFESA flaconcini: Integratore alimentare a base di Pappa Reale, Vitamine A, C, E, Zinco, estratti di Echinacea, Sambuco. Disponibile nel formato di 14 flaconcini: 1 flaconcino al giorno a stomaco vuoto, da assumere preferibilmente al mattino. Dai 6 anni di età.
  • MASSIGEN PRONTO DIFESA capsule: Integratore alimentare a base di echinacea angustifolia, zinco e vitamine C e D per favorire il fisiologico funzionamento del sistema immunitario. Disponibile nel formato di 20 capsule: 1 o 2 capsule al giorno a stomaco vuoto, da assumere preferibilmente al mattino. Dai 14 anni. 20 compresse effervescenti: 1 compressa al giorno sciolta in 150 ml d’acqua. Assumere dai 6 anni di età. 
  • MASSIGEN PRONTO DIFESA compresse effervescenti: Integratore alimentare con estratto di echinacea, propoli, zinco e vitamina C. Disponibile nel formato di 20 compresse effervescenti: 1 compressa al giorno sciolta in 150 ml d’acqua. Assumere dai 6 anni di età 
  • MASSIGEN PRONTO DIFESA bustine: Integratore a base di Vitamine C, Vitamina D e Zinco che aiutano la fisiologica funzione del sistema immunitario,  con Beta Glucani, carnitina, Creatina. Si consiglia di assumere 1 o 2 buste al giorno. Sciogliere il contenuto di 1 bustina in un bicchiere d’acqua (circa 150 ml).
  • C VITI compresse masticabili o capsule : Integratori a base di 500 mg di Vitamina C che contribuiscono al normale funzionamento del sistema immunitario e nervoso, alla normale formazione del collagene di vasi sanguigni, denti, gengive, ossa e cartilagini. Aiuta a proteggere le cellule dallo stress ossidativo.
  • C VITI compresse effervescenti: Integratore a base di 1g di Vitamina C, da assumere 1 compressa al giorno sciolta in 150 ml di acqua, al mattino o al pomeriggio, preferibilmente lontano dai pasti.
  • VITAMINA D 1000: Integratore alimentare a contenuto elevato di vitamina D, 1000 U.I. Da assumere 1 capsula al giorno durante i pasti.  

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